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La personalità del fumatore
 
Il vizio del fumo può colpire chiunque e ovunque.
Una volta credevo che esistessero categorie immuni come, ad esempio, medici e paramedici. Ma anche fra loro ho incontrato incalliti fumatori e casi cronici. Uno di questi era il mio medico di famiglia.
Ero bambino quando, con mia madre, andavo a trovarlo nel suo studio. In quell’ambiente l’aria era perennemente contaminata da una cortina di fumo. Quell’intenso odore di sigaretta non mi lasciava indifferente: lo trovavo molto sgradevole. I muri della sala d’attesa non avevano un aspetto sano e, quando entravo nella stanza dove visitava i pazienti, ciò che più mi colpiva era vedere un uomo fumare continuamente, senza rispetto per la propria salute e per quella degli altri, nonostante la sua professione. Fumava senza sosta: anche alla presenza dei pazienti teneva perennemente accesa quella maledetta sigaretta. Sulla sua scrivania poi notavo sempre i simboli di una forte incongruenza: un manuale di medicina e, a pochi centimetri, un portacenere stracolmo di cicche e cenere di sigaretta. No, i conti non tornavano! Anche quando uscivo dal suo studio ripensavo continuamente alla scena e mi ponevo sempre la stessa domanda: perché un medico fuma? Quando tornavo a trovarlo, notavo sistematicamente che fumava tanto, ma notavo anche che non se la passava bene: tossiva molto, era rauco, imbronciato, taciturno, mai un sorriso, gli occhi inclini verso il basso. Era evidente che non stesse bene e il mio dubbio era sempre lo stesso: come poteva un uomo essere al contempo medico e fumatore? Come faceva a non vedere quel portacenere stracolmo di cicche fare a pugni con il suo manuale di medicina?
Molti anni dopo, nel corso delle mie ricerche ho scoperto che le persone a cui s’indirizzarono le prime e più massicce campagne pubblicitarie organizzate dalle multinazionali del tabacco sin dagli anni ‘20, furono proprio loro, i medici, per ragioni molto precise che analizzeremo nelle prossime pagine.
Oggi, ovviamente, un medico che s’azzardasse a fumare nel proprio studio davanti ad un paziente non sarebbe tollerato, anche perché violerebbe precise norme di legge. All’epoca invece era un fatto normale, ammesso ed accettato; chi era infastidito dal fumo non poteva fare altro che respirarlo.
Il numero di fumatori tra chi dovrebbe curare e salvaguardare la salute degli altri, è alto. Si tratta di una percentuale elevata che comprende non solo medici ma anche infermieri, farmacisti, naturopati, omeopati, erboristi, solo per citarne alcuni. Accetteresti che un poliziotto fosse nello stesso tempo un ladro? Sarebbe come se in un derby di calcio un tifoso di una squadra fosse al contempo tifoso dell’altra o, in una causa davanti ad un giudice, l’avvocato della difesa lo stesso dell’accusa! Non lo riterresti logico, vero? Paradossalmente, incontriamo fumatori anche fra le persone che hanno una particolare cura del proprio corpo o si dedicano ad attività ginniche o sportive. Alcuni di questi, ad esempio, frequentano palestre: sacrificano molto del loro tempo per conquistare un fisico più sano e non appena finiscono di allenarsi corrono a fumare una sigaretta! C’è chi pratica jogging regolarmente per tenersi in forma conservando intanto il vizio del fumo!
Non esiste logica in tutto questo, a meno che non si esamini il fenomeno nella sua interezza, cosa che faremo nel corso di questo libro.
Il vizio di fumare nient’altro è che una compulsione, una forza irresistibile (almeno così credono in molti) che prende il controllo della volontà della persona e si manifesta, in tal modo, come una dipendenza. Una cosa del tipo: “Io sono più forte di te e tu fai quello che ti dico”. Schiavitù pura!
Molti fumatori sono pronti ad affermare: “Non ho il vizio, posso smettere quando voglio”. Eppure, di fronte alle continue affermazioni della comunità medico-scientifica sulla nocività e pericolosità del fumo, un’esigua percentuale di fumatori smette di fumare in maniera definitiva.
È degradante per una persona essere schiava di una sigaretta e di un vizio che dà “piacere”, ma toglie molta salute. Ed è sconcertante l’atteggiamento di chi per alleggerire o far sembrare meno grave la situazione o la propria frustrazione, inventa, in molti casi, ogni tipo di teoria o giustificazione per spiegare e convincere che non è soggetto a nessuna dipendenza, che fuma per il piacere di fumare e che può smettere quando vuole, anche se i fatti mostrano una realtà completamente diversa.
(Continua nel libro)
 
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Lo scopo

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Definizioni da conoscere Basta la volontà? Aiuto, controllo e conoscenza In conclusione
La personalità del fumatore Una piccola bomba chimica Dire addio al fumo L'emozione più grande (il finale)
Come e perché si comincia a fumare? Metodi per smettere Astinenza, che resistenza! Come puoi aiutare?
Tipologie di fumatori I fallimenti Fumatore e non fumatore a confronto I 10 comandamenti dell'ex fumatore
La scala della consapevolezza La vera rovina del fumatore Intenzione e obiettivi Auspicio finale
Bugie che non aiutano Gli effetti della schiavitù La nostra unica scelta Il tuo successo
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