Iscrizione NewsLetter


I Capitoli
Lo scopo
Definizioni da conoscere
La personalità del fumatore
Tipologie di fumatori
La scala della consapevolezza
Bugie che non aiutano a smettere
Dove sta la trappola?
La ragione di tutto questo
Cosa fare allora per smettere di fumare?
La nicotina: una reazione...
Basta la volontà per smettere di fumare?
Una piccola bomba chimica
Metodi per smettere
I fallimenti nello smettere di fumare
La vera rovina del fumatore
Gli effetti della schiavitù
Una sana paura di peggiorare
Necessità di cambiamento
Richiesta di migliorare
Una speranza c'è
Aiuto, controllo e conoscenza
Dire addio al fumo
Astinenza, che resistenza!
Fumatore e non fumatore...
Intenzione e obiettivi
La nostra unica scelta
La tua responsabilità
Adesso è il momento
Perseverare è d'obbligo
La vita come una gincana
In conclusione
L'emozione più grande (il finale)
Come puoi aiutare?
I 10 comandamenti dell'ex...
Auspicio finale
Il tuo successo
Testimonianze
Un libro per smettere di fumare |
Smettere di fumare si può |

 


La ragione di tutto questo


Se il fumo di sigaretta è nocivo, se la nicotina è una droga e causa dipendenza, se al consumo di tabacco sono attribuibili centinaia di migliaia di morti ogni anno e se altrettante persone cadono ammalate di patologie gravi, perché si vendono ancora le sigarette?



Per le autorità preposte alla tutela della salute delle persone, il fenomeno fumo non è un problema di facile ed immediata soluzione. Ma mentre organismi sanitari, governi e associazioni che difendono i consumatori stanno facendo qualcosa nel tentativo di limitare il raggio d’azione dei produttori di sigarette, questi producono, pubblicizzano e vendono i loro prodotti con un solo obiettivo: fare soldi, business, interessi economici. Ed è sempre stato così. Le multinazionali del tabacco avevano informazioni circa la dipendenza e l’assuefazione già agli inizi del secolo scorso, ma non sono mai state trasparenti e si sono ben guardate dal rivelare dati e notizie che avrebbero fatto crollare le vendite o, meglio, non le avrebbero fatte nemmeno decollare e raggiungere i livelli di oggi. C’è da chiedersi cosa sarebbe veramente successo ai fabbricanti di sigarette se avessero detto subito: “I nostri prodotti sono buoni, ma fate attenzione perché contengono una droga che crea dipendenza e molte sostanze tossiche capaci di danneggiare il vostro organismo”.

Se avessero esordito con le informazioni che troviamo oggi sui pacchetti di sigarette, è probabile che i governi ne avrebbero proibita la vendita! Se sin dall’inizio avessero avvisato i consumatori sugli effetti del fumo da tabacco e su tutto quel che si trova nel piccolo rotolino di carta, con l’elenco delle sostanze che una persona inala fumando una sigaretta, come si fa ad esempio con i farmaci, il loro successo non sarebbe stato così ampio e non avrebbero coinvolto quasi un terzo di mondo in quello che molti oggi definiscono una vera e propria pandemia. Le multinazionali si sono sempre ben guardate dal diffondere informazioni sui reali effetti del fumo, omettendo di dire verità scomode che avrebbero sicuramente leso i loro interessi. In materia di pubblicità e di marketing, le strategie messe in campo dalle industrie del tabacco negli ultimi settant’anni, sono state a dir poco spregiudicate, ingannevoli e dirette unicamente a convincere chiunque che il fumo non è nocivo, che consumare tabacco è piacevole, che la sigaretta è una dolce compagna di vita, che fumare è da vincenti. Le industrie del tabacco, ben sapendo che questa sostanza creava dipendenza in pochissimo tempo (il più delle volte è sufficiente una sigaretta), non hanno avuto difficoltà a diffondere i loro prodotti ed a conquistare clienti in ogni area geografica del pianeta. Bastava trovare il modo per indurre una persona a provare una sola sigaretta per farla diventare, nell' 80% dei casi, un cliente per molti anni a venire.

Dal 1920 al 1960 alcuni dei loro principali canali di promozione e pubblicità sono state le riviste medico-scientifiche, alcune delle quali molto prestigiose come il Journal of the American Medical Association ed il British Medical Journal. Pare che i prediletti e primari clienti delle industrie del tabacco fossero proprio medici e paramedici per una semplice ragione: un medico fumatore era il miglior biglietto da visita che potessero avere. I produttori di sigarette potevano così contare su figure autorevoli e molto considerate per rassicurare la gente. Le persone vedevano un medico fumare e pensavano: “Se fuma lui posso stare tranquillo. Se la sigaretta facesse male, un medico lo saprebbe e non fumerebbe”. Una pratica spudorata usata per molti anni è stata quella di fornire gratuitamente sigarette durante convegni e congressi. La distribuzione gratuita era fatta anche all’interno delle sale d’attesa di molti studi medici. Ancora oggi regalare sigarette è una pratica molto usata: alcuni fabbricanti le distribuiscono gratuitamente nelle discoteche e durante importanti manifestazioni e feste cittadine.

(Continua nel libro)
 

 

 

Come dire addio al fumo - Proprietà letteraria riservata - © Salamone Editore
Salvatore Salamone Editore - Via G. Verdi, 20 - 10042 Nichelino (TO) - Part. IVA 06758760018
Tel. 011 6290976 - Informativa ai sensi dell'art. 13 d.Lgs 196/2003